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L’aceto dei quattro ladri

L’aceto dei quattro ladri, un rimedio antico dagli usi moderni.

Origine

Narra la storia che in Francia, al tempo della peste, nel diciassettesimo secolo, quattro ladri si aggirassero a derubare gli appestati, uscendone indenni.
Un giorno furono catturati e, gli venne detto che, se avessero rivelato il loro segreto per non ammalarsi, avrebbero avuto una mitigazione della pena: la possibilità di essere impiccati anzichè bruciati viti, per una morte più rapida e meno dolorosa.
Loro accettarono e rivelarono la loro ricetta: prima di uscire di casa si cospargevano tutto il corpo con un aceto in cui avevano messo a macerare delle erbe dalle forti proprietà antibatteriche e antivirali.
Da allora le ricette che si tramandano sono infinite, ma sembra che le erbe originarie fossero solamente quattro: timo, alloro, salvia e lavanda.
E con questi semplici ingredienti e del buon aceto, ancora oggi è possibile preparare questo rimedio portentoso.

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Ricetta

Riempire un vaso di vetro con rametti delle quattro erbe fresche: timo, lavanda, salvia e rosmarino, in pari quantità.
Ricoprire con aceto di mele biologico non pastorizzato.
Coprire con coperchio non metallico perchè verrebbe corroso dall’aceto.
Lasciare in infusione a temperatura ambiente per un minimo di 15 giorni.
Filtrare e imbottigliare.
L’aceto di mele ha già di per sè molteplici proprietà, inoltre, come tutti gli aceti, è in grado di estrarre sali minerali, vitamine e altre sostanze terapeutiche dalle piante che vi vengono infuse, rendendo il prodotto finale davvero potente e multiuso.

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Usi

Questo aceto ha tantissimi usi, eccone alcuni, ma ognuno di voi, con un po’ di creatività, ne potrà trovare tanti altri:
– un dito di aceto in un bicchiere d’acqua la mattina a digiuno come cura
– nell’acqua del bagno
– per farsi delle salutari spugnature su tutto il corpo, come facevano i quattro ladri
– condimento per insalata
– risciacquo rinforzante e antiforfora per capelli
– per le pulizie di casa (pavimenti, piatti, superfici…)
– per lavare il pelo dei cani

Delle quattro erbe aromatiche usate si potrebbe parlare per ore, tanti sono i loro usi e le innumerevoli proprietà.
Pensiamo al timo, col suo aroma forte e penetrante, usato in antichità durante i rituali perché si pensava che il suo fumo sacro connettesse il mondo degli uomini con quello degli dei. Veniva anche cucito dalle dame sulle divise dei cavalieri per infondere coraggio durante le battaglie. Io lo uso ovunque, soprattutto nelle tisane, nei fumenti e nell’acqua del bagnetto di mio figlio per le sue proprietà antisettiche che aiutano a risolvere i piccoli malanni di stagione, ma anche tritato fine fine nel sale o nelle vellutate di verdura, nel sugo della pasta insieme ad altre aromatiche.
La lavanda mi evoca una sensazione di pulito e mi riporta alle distese viola della Provenza, infondendomi tranquillità ed aiutandomi a rilassarmi.
Usata in piccole dosi nelle tisane aiuta ad addolcirle. Nell’aceto dei quattro ladri lascia un sentore piacevole di miele.
La salvia mi ricorda quando da bambina mia nonna me la faceva strofinare sui denti per una pulizia naturale che lasciava la bocca profumata.
A me piace tanto usarla per creare degli incensi fai da te da bruciare in casa per purificarla.
Il rosmarino coi suoi piccoli fiori azzurri mi evoca immediatamente il ricordo del mare e il profumo intenso della macchia mediterranea. Non per niente l’etimologia del nome significa “rugiada del mare” e mi riporta alle scogliere dell’Argentario, in Maremma, dove mi fermavo sempre ad assaggiare i piccoli fiori dei grandi arbusti che lì crescono spontanei.
È un tonico che tiene la mente attiva e lucida, aiutando la memoria. Per questo è utilissimo vaporizzarlo nelle stanze degli studenti.
Famosa nella storia la portentosa acqua della regina d’Ungheria. Questa donna del ‘700, ultra settantenne e tutta dolorante era andata da un eremita per chiedere un unguento che l’aiutasse a lenire i dolori. Lui le diede quest’acqua di rosmarino (probabilmente un distillato) da frizionarsi tutti i giorni e dopo poco tempo la regina era tornata così in forma e ringiovanita a tal punto da essere chiesta in sposa dal re della Polonia. Da allora quest’acqua miracolosa si diffuse nelle corti di tutte le nobildonne d’Europa.


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2 commenti


  • GIOVANNI MICHELON ha scritto:

    Ho trovato ora per caso queste tue indicazioni cercando notizie sulla violetta. Avrei infatti un quadretto di terreno con poca esposizione al sole e mi piacerebbe tappezzarlo con violette che mi pare siano pratiche anche da tenere in quanto non servirebbe più sfalciare. Ora, è tappezzato con vegetazione spontanea e crescono prevalentemente tarassaco e altre erbe spontanee. Pensavo di spargere sopra semi violetta. Riuscirò nel mio intento?
    Grazie mille x le indicazioni che ho trovato che trovo ben fatte e ti ringrazio anticipatamente per ulteriori utili indicazioni che conto di avere

    • Scusa il ritardo nella risposta, certo che riuscirai nel tuo intento, la violetta è una pianta che tende a diventare infestante e tappezzare prati e boschi, oltre a non richiedere nessun tipo di cura. Fammi sapere com’è andata! A presto, Paola

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